Ghost stories, un’antologia di cortometraggi indiani che vi faranno gelare il sangue!

Film horror di Karan Johar, Dibakar Banerjee, Zoya Akhtar e Anurag Kashyap (i registi del nominato agli Emmy Lust stories), Ghost stories (2020) presenta 4 storie diverse in forma di thriller.

Il primo si concentra sulla vita quotidiana di un’infermiera a domicilio che si prende cura di un’anziana donna che sembra aspettare che suo figlio torni a casa. La giovane impiegata comincia allora a sperimentare cose strane e soprannaturali all’interno dell’enorme casa occupata solo dal suo paziente e da lei stessa…

Il secondo parla di un uomo che indaga su fenomeni di cannibalismo che avrebbero avuto luogo in un piccolo villaggio rurale.

Un terzo racconta la relazione fusionale che instaura un giovane ragazzo con sua zia che viene a prenderlo ogni giorno uscendo dalla scuola. Presto resterà incinta e il bambino, per paura di essere abbandonato, provocherà una terribile maledizione.

L’ultimo ci racconta la storia di una giovane donna che si sposa con un uomo ricco. Tutto sembra essere un sogno per la nuova sposa fino a quando la nonna morta dello sposo viene coinvolta…

Anche se il titolo, Ghost stories, ci fa pensare a storie di fantasmi indiani, il genere orrifico presentato in quest’opera è più ampio della semplice presenza di ectoplasma. Relazioni malsane, terribili maledizioni, un’epidemia di cannibali selvatici, e fantasmi che ficcano il naso negli affari dei vivi vengono a scandire la tematica «fantastica» di questa antologia indiana.

Ambienti tipici indiani dove vedremo un matrimonio tradizionale, piccoli villaggi persi nella giungla, grandi palazzi di ricchi eredi in stile Bollywood… il tutto in una potente atmosfera soprannaturale e alcune scene difficili da sostenere. La stranezza dei fenomeni incomprensibili ai protagonisti provoca una certa inquietudine e lascia lo spettatore in balia delle creature fantastiche che popolano questo universo orribile.

Questo film è attualmente disponibile su Netflix in streaming!

Tradotto dal francese da Corneille Bunguye

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