Go Home A casa loro, un orrore politico sotto la maschera di una apocalisse zombie

Diretto da Luna Gualano, di cui è il secondo lungometraggio1, Go Home A casa loro è un film italiano girato con pochissimi mezzi e con molti attori non professionisti, ma che ha beneficiato della collaborazione di famosi artisti italiani come Zerocalcare2.

A Roma, durante una manifestazione contro l’apertura di un centro di accoglienza per immigrati, scoppia una rissa tra militanti di estrema destra e oppositori. Ma si verifica una « apocalisse zombie » ed Enrico, un giovane attivista di destra, trova rifugio nel centro di accoglienza.

Lontano dagli zombi iper-aggressivi degli attuali film di zombi, Go Home A casa loro, segue la tradizione romeriana del trattamento dello zombi e il cinema metaforico dell’autore americano. Creatura mostruosa che si muove lentamente, lo zombi rappresenta la morte che striscia. Quasi innocuo quando è isolato, lo zombie trova la sua forza nel gruppo che alla fine travolge le sue vittime. Come ne La notte dei morti viventi di George A. Romero, la giovane regista italiana non dà spiegazioni sulla contaminazione zombi.  Gli zombi appaiono dal nulla e si gettano sulle loro vittime. Perché qui, per Luna Gualano, come per George A. Romero, l’importante non è dare un senso logico all’origine del male che si abbatte sui manifestanti/esseri umani, l’importante è quello che succede all’interno del centro di accoglienza, le relazioni che si svilupperanno tra i personaggi che dovranno affrontare un grave pericolo, una situazione più che estrema, una fine del mondo. Per la regista, si tratta di sviluppare un discorso e una critica sociale, fare chiarezza al riguardo della situazione degli immigrati e decostruire i pregiudizi. È per questo che, dopo un inizio pieno di schianti e orrori, non appena Enrico trova rifugio nel centro di accoglienza, l’azione rallenta enormemente, il che permette alla regista di sviluppare i legami tra i personaggi, senza affogare il suo discorso in effetti spettacolari, e di seguire il viaggio del giovane Enrico che scopre durante tutto il film una realtà che per lui, fino ad allora, si può immaginare, esisteva solo nei telegiornali o nei discorsi dei leader politici, e quindi molto distorta. Scoprirà che di fronte al pericolo, le nazionalità non contano più e che per sopravvivere conta solo o quasi solo la solidarietà. E come spettatore, aspettiamo la sua trasformazione, una trasformazione che cercherebbe di opporsi a quella operata all’inizio del film; un passaggio da mostro a umano. Ma questa lentezza, che potrebbe sembrare dettata dalla mancanza di mezzi della produzione, permette a Luna Gualano di assestare, quasi fosse un colpo di mazza, l’epilogo del film, rivelando così la natura del vero mostro del film.

1. Il suo primo film è Psychomentary (2014).
2. Zerocalcare è un fumettista italiano, molto impegnato a sinistra. Disegna per molte fanzine, fa manifesti per concerti hardcore punk e lavora anche per i giornali.

Tradotto dal francese da Corneille Bunguye

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